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Un sogno di pietra. Géricault e la zattera della Medusa

8835501563
Schneider, Michel
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Descrizione

Nel 1819 Jean-Louis-Théodore Géricault terminava il suo dipinto più celebre, La zattera della Medusa. Nel 1824, nove mesi dopo la morte prematura del pittore, il Louvre acquistava la gigantesca tela, che il direttore del museo definì magistrale, affermando che "nessun pittore dopo Michelangelo è stato chiamato a sentire e rendere il genere terribile con maggiore potenza".
Era il segno di un cambiamento nella storia dell'arte e della sensibilità: quella "scena di naufragio" che rappresentava la tragedia dei quindici naufraghi della fregata Medusa, affondata nel 1816 al largo delle coste del Senegal, incarnava anche un drammatico passaggio dall'estetica neoclassica alle inquietudini del romanticismo nero.
Il gruppo di corpi estenuati dalla fame, dalla salsedine, dalla disperazione, sulla fragile zattera assediata da un mare denso e cupo è attraversato da una torsione lacerante: pietrificata sulla soglia tra la vita e la morte, la massa umana si volge in parte verso la lontana vela di un soccorso in arrivo, e in parte si ripiega verso la minaccia di un0ondata livida. Ed è la stessa lacerante torsione che attraversava Géricault, ammiratore delle linee pure e fredde di David e precursore degli impasti cromatici di Delacroix.
Ma c'è di più. Come il poeta Baudelaire, Géricault cercò il segreto del Bello nella sorda armonia dei corpi già abitati dalla putrefazione. Ma a volte il destino complica le cose. Il quadro distrugge il pittore, la tela e i colori devastano il soggetto. Fu un caso che il pittore della Zattera morisse giovanissimo di una lenta cancrena dopo aver descritto la sorte dei naufraghi? Ed è un caso che il quadro si sia salvato dallo smembramento e degradi lentamente verso la decomposizione, roso dai bitumi che servirono a scurire gli sfondi? Come un cadavere è ciò che resta di un essere vivente, così la pittura presenta i resti di qualcosa che è sepolto in fondo al tempo.

L'autore:
Michel Schneider
, nato nel 1944 a Dammarie-les-Lys, ha pubblicato numerosi saggi di psicanalisi e di musica, tra i quali: Blessures de mémoire (1980), Voleurs de mots (1985), Glenn Gould piano solo (1989). Del 1990 è il racconto Bleu passé. Attualmente dirige il settore Musica e danza del ministero della Cultura francese.

Dettagli del prodotto
Leonardo Arte
8835501563

Scheda tecnica

Pagine
180
Rilegatura
Rilegato con sovracopertina
Dimensioni
200 X 260 mm
Editore
Leonardo Arte
Autore
Schneider Michel
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