Più che un saggio critico, queste pagine del Marrou riferiscono un'esperienza di lettura lucida e partecipata. La partecipazione ha trovato stimolo nelle soleggiate stagioni di Marsiglia; la lucidità proviene dalla sensibilità storica dell'autore, dal suo senso di prudenza scientifica, da un accostamento metodico del passato, attento ai contesti complessi (filosofico, musicale, architettonico) e da una visione equilibrata nè voltairiana nè apologetica del Medioevo.